Posted 2 days ago
Adoro il tuo blog, complimenti (:
Anonymous asked

uh grazie! *_* 
Lo realizzai perché volevo segnarmi tutte le frasi che più mi colpivano dei libri che leggo :D 

Posted 1 month ago
Noi abbiamo varie anime dentro di noi, una confederazione che si pone sotto il controllo di un io egemone. Quella che viene chiamata la norma, o il nostro essere, o la normalità, è solo un risultato, non una premessa, e dipende dal controllo di un io egemone che si è imposto nella confederazione delle nostre anime; nel caso che sorga un altro io, più forte e più potente, codesto io spodesta l’io egemone e ne prende il posto, passando a dirigere la coorte delle anime, meglio la confederazione, e la preminenza si mantiene fino a quando non viene spodestato a sua volta da un altro io egemone, per un attacco diretto o per una paziente erosione.
Sostiene Pereira - Antonio Tabucchi
Posted 1 month ago
Ho i nervi a pezzi stasera. Sì, a pezzi. Resta con me.
Parlami. Perché non parli mai? Parla.
A che stai pensando? Pensando a cosa? A cosa?
Non lo so mai a cosa stai pensando.
T.S. Eliot
Posted 1 month ago
Fra le quarantacinque persone del mio vagone, quattro soltanto hanno rivisto le loro case; e fu di gran lunga il vagone più fortunato.
Posted 1 month ago
Come penetrare nell’intimo della gente? Era una dote o una capacità che non possedeva. Non aveva, semplicemente, la combinazione di quella serratura. Prendeva per buono chi lanciava i segnali della bontà. Prendeva per leale chi lanciava i segnali della lealtà. Prendeva per intelligente chi lanciava i segnali dell’intelligenza. E fino a quel momento non era riuscito a vedere dentro sua figlia, non era riuscito a vedere dentro sua moglie, non era riuscito a vedere dentro la sua unica amante: forse non aveva neppure cominciato a vedere dentro di sé. Cos’era, lui, spogliato di tutti i segnali che lanciava?
La gente, dappertutto, si alzava in piedi urlando: – Questa persona sono io! Questa persona sono io!- Ogni volta che li guardavi si alzavano e ti dicevano chi erano, e la verità era che non avevano, non più di quanto l’avesse lui, la minima idea di chi o che cosa fossero. Credevano anche loro ai segnali che lanciavano. Avrebbero dovuto alzarsi e gridare: – Questa persona non sono io! Questa persona non sono io!- L’avrebbero fatto, se avessero avuto un minimo di pudore. – Questa persona non sono io!- Allora forse avresti saputo come procedere tra quei segnali, tra le innumerevoli stronzate di questo mondo.
Philip Roth - Pastorale Americana
Posted 2 months ago
L’ultima domanda assegnata alla scolaresca era “cosa è la vita?”. Secondo Merry, mentre gli altri scolari si arrovellavano intorno alle loro profonde (e fasulle) riflessioni, lei, dopo un’ora di riflessioni nel suo banco, aveva scritto una sola semplice e non banale affermazione: “la vita è solo un breve periodo di tempo nel quale sei vivo”. La maestra non fu d’accordo, e accanto alla risposta di Merry scrisse: “Tutto qui?”. Sì, pensava adesso lo Svedese, è tutto qui. Grazie a Dio è tutto qui; ed è insopportabile anche questo.
Philip Roth - Pastorale Americana
Posted 2 months ago
Sì, siamo soli, profondamente soli, e in serbo per noi, sempre, c’è uno strato di solitudine ancora più profondo. Non c’è nulla che possiamo fare per liberarcene. No, la solitudine non dovrebbe stupirci, per sorprendente che possa essere farne l’esperienza. Puoi cercare di tirar fuori tutto quello che hai dentro, ma allora non sarai altro che questo: vuoto e solo anziché pieno e solo.
Philip Roth - Pastorale Americana
Posted 2 months ago
Perché l’unica cosa che poteva essere peggio del fatto che tutto questo fosse uno scherzo malvagio era che non fosse uno scherzo malvagio
Philip Roth - Pastorale Americana
Posted 2 months ago
Mai in tutta la sua vita, aveva avuto l’occasione di chiedersi "Perché le cose sono come sono?". Perché avrebbe dovuto farlo, se per lui erano state sempre perfette? Perché le cose sono come sono? Una domanda senza risposta, e fino a quel momento era stato così fortunato da ignorare addirittura che esistesse la domanda.
Philip Roth - Pastorale Americana
Posted 2 months ago
Sulla morte della domenica pomeriggio non se ne parlerà mai abbastanza. Questa prova generale della fine del mondo, tutte le sacrosante settimane. La domenica pomeriggio, il tempo si dilata, diventa un guerriero invincibile. Il tempo della domenica pomeriggio non batte alla stessa velocità del tuo tempo. Dunque, tutto si fa triste torpore. Tutto è baratro di nulla. L’ovatta invisibile cala negli appartamenti. Le orecchie si separano dal mondo. I tossici danno i numeri. In molti valutano attentamente l’ipotesi del suicidio. I paeselli ameni assomigliano a piccole Nagasaki nel momento di massima popolarità. Gite e bagni a mare non corroborano, perché aleggiano un’intercapedine di depressione: il momento in cui ti dovrai mettere in macchina e tornare indietro. In autostrada, poi, l’unico che ti somiglia e ti capisce è il lavorante del pedaggio. Ti ci specchi. Ma questo non aiuta, solo impedisce la prospettiva. A casa, nel pomeriggio del ritorno, se i letti sono disfatti, allora c’è da temere. I sogni si accosciano. L’assenza di speranza incrina la convinzione del cattolico praticante. Ti scocci di rifarli, perché è inutile, tra poco si va a dormire. Ma se lo rifai, il letto, il pensiero di quella approssimazione ti imprigiona in una gabbia di malessere. Ti guardi un tempo della partita noiosa con un atteggiamento come se da dietro al televisore dovesse sbucare da un momento all’altro il prete che ti confessa prima del trapasso. E quando il prete appare, c’è da giurarci, la prima cosa che ti segnala è il letto disfatto. Un macigno senza catapulta e la notte si fa agitata. Si sbrodola nel lenzuolo che diventa una pezza. Perché era già una pezza dalla notte prima. E, nel buio nel letto, il lunedì appare come un complotto del mondo ordito esclusivamente contro di te. Invece, nel lunedì vero, si schiudono rivoli di gioia, anche se non tutto è svanito, qua e là durante la giornata, affiora l’ombra del cattivo pensiero. Questo: tra sei giorni è di nuovo domenica.
Sorrentino - Hanno tutti ragione